Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/147

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tati poliziotti austro-ungarici senza probabilità di liberazione e di riscossa. Non la polizia, ma il Governo per bocca de’ suoi organi più autorevoli, cioè le due Camere, dovrebbe porre un limite, se non un veto decisivo, alle propagande pangermanistiche che, morta l’Austria, col Deutscher Verband e l’Andreas Hofer Bund compiono opera di boicottaggio antinazionale nell’Alto Adige, già facente parte della monarchia austriaca.

Anche qui, in ultima analisi un’azione di tal genere sarebbe proficua tanto agl’italiani quanto ai Tirolesi, togliendo di mezzo un equivoco, di cui i Tirolesi, o quanto meno i pochi «intellettuali» che ne dirigono il pensiero, fanno uso abilmente ai loro fini. L’equivoco consiste in ciò: che sotto il regime italiano possa essere lecita in suolo italiano una campagna di calunnie contro l’Italia. Calunnie che i rinnegati su lo stampo di... (non nominiamolo, che sarebbe per lui, qui, un vanto!) vengono impunemente svolgendo ogni qualvolta sotto il nome tutelatore del Deutscher Verband e dell’Andreas Hofer Bund raccolgono intorno a sè le folle credule del contado e del sobborgo, senza che possa giungere agli orecchi de’ passivi ascoltatori alcuna voce di protesta contro le smaccate falsità degli agitatori stranieri. Stranieri, sì, perchè spesso non hanno nemmeno la nefasta, inconcepibile, iniqua cittadinanza delle ultime ore (una trappoleria, da cui Ministri e Parlamentari si son lasciati sorprendere per l’ingegnosità astutissima