Pagina:Battisti, Al parlamento austriaco, 1915.djvu/124

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108 al popolo italiano

spetto economico? Ed altro problema che sorge è questo: il voler distruggere l’Austria non equivarrebbe a tórre di mezzo una potenza che costituisce l’equilibrio fra le grandi razze? E Trento e Trieste, aggiungendosi all’Italia, avrebbero un vantaggio economico diretto o non piuttosto danno? E l’Italia a sua volta avrebbe un compenso ai sacrifici sostenuti per ottenerle? Questi non sono tutti ma sono i più importanti problemi che giova affrontare.

V’è chi dice che in Austria si potrebbe arrivare ad una pacifica convivenza, ad uno sviluppo civile delle varie nazionalità, e ci addita la Svizzera come quello Stato dove tranquillamente possono coesistere tre diverse nazioni. Anzitutto conviene osservare che la posizione geografica della Svizzera rende molto eguali le condizioni economiche degli abitanti dei vari cantoni e delle varie plaghe e che una lunga tradizione, un passato glorioso è riuscito ad unire e ad amalgamare quelle popolazioni di differenti lingue.

Più ancora giova osservare che se la civiltà, se il progresso, se la democrazia, hanno ovunque sradicato numerose ingiustizie e ordinamenti antiquati, hanno invece lasciato l’Austria e il suo Governo nelle condizioni in cui si trovavano cinquanta, sessanta anni or sono.

C’è in Austria, è vero, una costituzione, c’è il Parlamento, c’è il suffragio universale, ci sono molte altre moderne istituzioni. Ma tutto questo è larva, è finzione, è menzogna. In realtà l’Austria è in balìa del militarismo e del feudalismo.