Pagina:Battisti, Al parlamento austriaco, 1915.djvu/178

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160 al popolo italiano


Il pericolo sarà eliminato solo quando il confine politico arrivi ad includere tutti indistintamente gli italiani che sono sul versante meridionale delle Alpi e tanto più il nuovo confine sarà militarmente sicuro quanto più si spingerà al nord; sarà formidabile se arriverà alla grande catena alpina dal Passo di Resca, al Brennero, a Toblacco.1

Duplice sarà il vantaggio: la linea di frontiera potrà fruire anzitutto del naturale baluardo fornito da altissimi monti con pochi valichi; secondariamente sarà più facilmente difendibile e con minor dispendio perchè ridotta di quasi due terzi. Oggi l’Austria ha verso l’Italia, nel territorio trentino, una linea di confine di 316 chilometri. Qualsiasi linea possa esser scelta al nord di Trento oscillerà fra un minimo di 120 e un massimo di 150 chilometri.

Giustamente ebbe inoltre ad osservare Salvatore Barzilai come la questione delle frontiere italiane oltre che militare, sia politica: trattandosi non di spostare l’equilibrio militare in favore dell’Italia, ma di far cessare una condizione di cose, per cui ad uno dei due Stati contermini è conferita un’attitudine offensiva di troppo superiore all’attitudine difensiva dell’altra.

Chi tenga quindi presente e la sfrontatezza con cui si videro in quest’anno violati dagli imperi centrali i patti internazionali di neutralità

  1. La questione del confine è stata magistralmente studiata ed esposta in varie pubblicazioni dal prof. E. Tolomei di Roma.