Pagina:Battisti, campagna autonomistica, 1901.djvu/23

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fino allora avuto il mestolo della politica, avessero sempre evitato di venire in contatto coi contadini, per interessarli ad una causa che in fine avea bisogno del valido aiuto di tutti. Spiegava poi quale fosse l’ordinamento della provincia, quale l’organamento della dieta.

Metteva in rilievo le differenze fra il Trentino e il Tirolo, enumerava i danni del sistema amministrativo attuale e poi veniva all’esposizione della tattica dei deputati trentini; e qui francamente diceva, che la politica dell’astensione — praticata com’era — giovava a poco.

« I deputati — si diceva in esso — che si astengono dalla dieta d’Innsbruck non dovrebbero astenersi — come fanno — dal lavoro di propaganda, dalla continua agitazione per l’autonomia, dal compito di istruire su queste questioni il popolo; d’altra parte invece i deputati che rappresentano il paese al Parlamento di Vienna non dovrebbero mantenere quell’eterno contegno di benevola aspettativa e di rassegnazione più o meno docile, nella speranza che il governo farà, penserà, provvederà.

«Vorremmo insomma un’azione più energica, che, anche se sfortunata, non lasciasse alcun dubbio sul buon volere e sull’attività dei deputati».

Spiegate quindi le ragioni per cui i socialisti aveano interesse a propugnare l’autonomia, si ricordava in quell’opuscolo come proprio nello stesso anno il congresso socialista austriaco (Giugno 1897) avesse, per bocca di Daszjnski dichiarato essere i socialisti « favorevoli all’autonomia delle provincie qualora queste non sieno il prodotto di intrighi diplomatici e di vecchie ingiustizie, ma rappresentino delle unità politiche nazionali a base democratica e corrispondano ai bisogni del grande e vitale complesso dei popoli, che furono incorporati e stretti insieme coll’Austria ».

E qui s’avanzava una proposta complementare che fu poi integralmente accettata dal Congresso di Trento e che servì a dare la nota caratteristica all’agitazione dei socialisti per l’autonomia.

Riproduciamo:

« Ma assieme all’autonomia un’altra cosa devono chiedere i socialisti trentini; vale a dire il suffragio universale e diretto anche per