Pagina:Battisti, campagna autonomistica, 1901.djvu/77

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 71 —

E non ei tengo qui a ridir cifre, e ragioni che dissi, altre volte e dalle quali chiaro appare che contendendoci il diritto ad’un’amministrazione nostra.ci si contende il diritto alla vita.

Ho parlato di diritti naturali; e mi par di s’entir qualcunoinvitarmi a ragionar d’altri diritti, e. cacciarmi sotto il naso il libro dei diritti austriaci. Ebbene anche a questo io mi appello in difesa dell’autonomia del Trentino. ’.

Mi appello al capitolo XIX della costituzione austriaca il quale prescrive che tutte le nazioni dello stato abbiano eguali" diritti, e che ogni singola nazione abbia l’inviolabile diritto di conservare e di coltivare la propria nazionalità ed il proprio idioma.

Non esiste in Austria una norma di diritto per la delimitazione delle provincie, ma la necessità di un differente assetto politico-amministrativo fu sancita colla concessione di diete speciali alle varie provincie dello stato, e precisamente ognun sa che la Slesia, la Bucovina, la Carinzia, il Salisburghe se furono erette a provincie solo nel 1849 mentre prima erano aggregate;’ la Slesia alla Moravia,: la Bucovina: alla Galizia, la Carinzia alla Carniòla, il Salisburghese all’Austria superiore. Il Vorarlberg ebbe dieta propria nel, 186,1. Al Litorale furono assegnate tre diete. E molti di questi paesi.— fatti autonomi — - hanno analogia col nostro; molti anzi hanno meno abitanti e minor estensione del Trentino.

Si aggiunga poi che in nostro favore milita il fatto che nel Trentino la popolazione appartiene nella sua quasi totalità ad un solo idioma.

Mi appello al codice civile austriaco che nel suo § 830 accorda ad ogni consorte la facoltà di domandare che cessi la comunione purché non intempestivamente od in pregiudizio degli altri.

Mi appello infine al regolamento comunale per la principesca contea-del Tirolo il quale nel suo § 3 del Capitolo I stabilisce che più comumi riuniti od anche uno solo possono venire suddivisi in comuni locali, quando ognuno possegga i mezzi di prosperare.