Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/134

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Le vostre crisi commerciali, signor West, come ogni altro sperpero da me accennato, basterebbero da sole a snervare, ma devo ancora parlare di un’altra causa energica della vostra povertà, ed è che lasciavate infruttoso gran parte del vostro capitale e della forza lavoratrice; da noi, per cura dell’amministrazione, ogni minima parte di essi vien conservata nel paese in continua attività.

Ai vostri tempi, invece, non v’era controllo generale, nè per il capitale, nè per il lavoro; una gran parte di essi rimaneva improduttiva.

Voi solevate dire che il capitalista è per natura ansioso, e difatti sarebbe stata una temerità, se in un tempo in cui predominava la possibilità di veder fallire ogni tentativo commerciale arrischiato, non fosse stato ansioso.

Non vi fu mai tempo in cui il capitale impiegato in industrie produttive colla sicurezza necessaria, non avrebbe potuto essere aumentato. Così, era costantemente sottomesso alle oscillazioni in solite, a seconda dello stato industriale più o meno solido; di modo che, il provento dell’industria nazionale subì molti cambiamenti in diversi anni; ma per lo stesso motivo che l’ammontare del capitale produttivo era molto più piccolo in tempi in certi, appunto per ciò una gran parte del capitale non veniva impiegato, perchè il pericolo negli affari era sempre grande; anche nei tempi migliori.

Bisogna pur osservare che il gran capitalista che cercava una sicurezza produttiva, eccitava la concorrenza fra gli altri, e l’infruttosità del capitale, conseguenza della sua ansiosità, dimostrava naturalmente una analoga inattività di forza lavoratrice; di più, ogni variazione nelle disposizioni commerciali, il minimo cambiamento nei rapporti di commercio, e di fabbricazione, derivanti dagli innumerevoli fallimenti, che si verificavano annualmente, anche nei migliori tempi, lasciavano una quantità di operai per settimane, mesi ed anni, senza lavoro; un gran numero di questi infelici cercanti lavoro, si aggiravano costantemente nel paese ed erano chiamati prima vagabondi di professione, poi malfattori.