Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/158

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I vostri antenati certamente non pensavano che il «buco nero di Calcutta» con la sua calca di uomini furenti che si calpestavano e si sbranavano nella lotta, per avvicinarsi agli spiragli, ci avrebbe servito come immagine della loro società. Mancava però qualche cosa per rendere perfetta quest’immagine: nel «buco nero» non v’eran donne nè fanciulli, vegliardi nè storpi; gl’infelici eran tutti uomini che molto potevano sopportare.

Questo stato di cose si mantenne sino alla fine del secolo XIX e noi che consideriamo le nostre innovazioni come cose già vecchie, perchè le abbiamo ereditate dai nostri genitori, possiamo chiederci con meraviglia, come mai un tal cambiamento siasi operato tanto rapidamente. Questa meraviglia però diminuirà, se riflettiamo all’abilità degli uomini dell’ultimo quarto del secolo scorso. Quantunque non si possa dire che esistesse nella società d’allora un’istruzione universale come noi l’intendiamo, è certo che, paragonata con le generazioni precedenti, quella fosse assai intelligente. La prima inevitabile conseguenza di questo progresso, fu la scoperta dei difetti della società che erano più che mai appariscenti. Fu l’intelligenza delle masse che costituì la differenza, nello stesso modo che la luce rende visibile la sordidezza dei contorni, che sembravano sopportabili all’oscuro.

La caratteristica della letteratura di quel tempo, fu una gran compassione per i poveri e gl’infelici, un grido di lamento sdegnato, per l’impotenza della macchina sociale a sollevare la miseria. Da questi lamenti si vede che l’orrore morale di quanto li circondava, era riconosciuto almeno dagli uomini migliori di quel tempo e che la coscienza di questo male rendeva insopportabile la vita a quanti avevano cuore e sentimento.

Quantunque l’idea dell’unità reale della famiglia umana e la realizzazione di una fratellanza generale non venisse intesa come principio morale, erriamo negando che essi non avessero sentimenti a quelli corrispondenti. Potrei citarvi alcuni brani di scrittori di quel tempo, i quali vi dimostrerebbero che una tale idea era chiaramente intuita da taluni, mentre per la maggioranza essa era ancora indistinta. Oltre a ciò non dobbiamo neanche dimenticare che il secolo XIX aveva nome di cristiano e la cir-