Pagina:Beltrami - Bramante poeta.djvu/32

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


XIV. *



     Quel sommo Re che sua grandezza inchina
Tanto possono in lui prieghi mortali,
Che scende qui tra nui per darne l'ali
4Da transvolare in sua patria divina,

     Già era in sacrifitio stamattina
Per dimostrar quanto di nui li cale
Et io mirava in lui contrito e frale
8Quando a caso arrivò la mia regina.

     Parme a quel tempo asserenarsi intorno
E chiunque v'era rallegrarsi in vista;
11Pensa quel che si fe 'l cor misero amante.

     Allor diss'io fra me: non ho io dinante
Quel ch'el ciel muove e quel ch'al mondo adorno
14O felice mattina, e lieta vista!