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Pagina:Beltrami - Ricerche di geometria analitica - 1879.pdf/13

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Prendiamo ora l’equazione

,


dove , e sono tre funzioni intere e di 2° grado rispetto al parametro : equazione che rappresenta, com’è notissimo, la tangente variabile d’una conica. Questa conica è del tutto arbitraria finchè si lasciano indeterminati i coefficienti delle funzioni . Se si vuole che essa riesca tangente alle tre rette

, , ,


bisogna che le tre funzioni sien tali che un certo valore di annulli simultaneamente e , che un secondo valore di annulli simultaneamente e e e che un terzo valore di annulli simultaneamente e . Quando ciò ha luogo, l’equazione della tangente variabile può porsi manifestamente sotto la forma

(1) ,


dove le A, B, C, a, b, c sono costanti (di cui due soltanto sono veramente essenziali) . È bene notare subito che quando l’inviluppo è una vera conica, le costanti A, B, C sono tutte diverse da zero, e le costanti a, b, c sono tutte diverse fra loro.

La precedente equazione, mutando la designazione delle costanti, può scriversi anche così:

(1)'


e rappresenta, evidentemente, la tangente variabile della conica individuata dalle cinque tangenti

, , ,
, ;