Pagina:Benedetto Giovanelli - Trento città d'Italia per origine, per lingua, e per costumi, 1850.djvu/21

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

19

vinto poi egualmente dal Re Ottone sol per via di trattati ottenne da questo in feudo l’Ita lia eccettuato le Marche di Verona, di Trento, e di Aquileja, che quali porte d’Italia consegnò il Vincitore al governo del suo fratello Enrico già creato Duca di Baviera, e fu questo il primo passo a que’ vincoli coll’Alemagna, cui posteriormente soggiacque questa parte d’Ita1ia.

Nel susseguente più che mai continuo cambio de’ Sovrani, e dall’esser i Tedeschi distratti da proprie ed intestine guerre, molte Città d’Italia ebbero occasione di procurarsi una qualche libertà, e si governavano per mezzo de’ proprj Magistrati. Lo stesso s’ossera anche seguito in Trento; ciò che in mancanza di altre notizie ci serve di qualche prova, che fosse pure in quel tempo compreso nella citetiore Italia, e che tale restasse fino a che Corrado il Salico nell’anno 1026 passò per Trento, e si trasferì a Roma per la ceremonia dell’incoronazione; passaggio memorabile, perché principal motivo di quel legame, che strinse in qualche modo alcuni secoli dopo il Trentino al Germanico Impero. Seppe il Vescovo Udalrico rendersi talmente amico quel nuovo Sovrano, che nel 1027 ottenne da lui la Contea di Trento, e nell’anno susseguente quella di Bolgiano, e della Valvenosta, come si rileva da due documenti riferiti dal dottissimo nostro Monsignor Gentilotti elet-