Pagina:Benedetto Giovanelli - Trento città d'Italia per origine, per lingua, e per costumi, 1850.djvu/20

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sce alla metà circa del secolo nono, si rileva, che il Trentino si governava anche a quel tempo secondo le leggi del Regno di Lombardia.

Nel 888, come racconta Kautz storico Austriaco, Arnolfo Sovrano di Germania e Berengario Duca del Friuli Padrone d’una gran parte d’Italia convennero sul confine dell’uno e dell’altro Regno: Trento restò all’Italia, ed era la Brenta nella Valle Sugana e Lavis nell’Atesina il limite de’ Regni in questa parte; ed allorchè circa il 930 Ugone di Provenza occupò la sempre e da tutti amareggiata Italia, affidò egli il governo de’ confini verso la Germania a Manasse Arcivescovo di Arles, e gli concedette i Vescovati di Mantova, Verona e Trento col governo di tutta la Marca, segno evidente, che anche quest’ultimo veniva riguardato qual parte come per l’avanti d’Italia, anzi sembra, che la sua giurisdizio ne s’estendesse nuovamente sino sopra Bolgiano; poichè, allorquando nel 946 Berengario Margravio d’Ivrea ajutato da’ Tedeschi calò per la Valvenosta coll’intenzione d’invadere la Lombardia, Manasse si fortificò nel Castello Formicario (Sigmundskron) sopra Bolgiano per opporsi al nemico del suo Signore.

Berengario occupato il Castello per tradimento di certo Cherico Adelardo s’avanzò in Lombardia e vinse Ugone. Nulladimeno