Pagina:Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica.djvu/48

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Cap. II ― 3 — 46 ―

acqua, si sale sulla riva opposta e, camminando fra prati, si raggiungono le case di Selva d’Agnone. (m. 1145), che si scorgono quasi in principio della discesa della valle, donde una strada mulattiera con acciottolato conduce giù a Valgoglio (m. 934). ed a Gromo (m. 709) in Val Seriana (vedi cap. VII).

L’altra invece, dalla baita tende più a sinistra e raggiunge la Selva d’Agnone (Pineta) e, lungo questa, si riduce pure a Valgoglio, da dove si scende come l’altra a Gromo.

b). Val Carona.

a Gromo od a Fiumenero per i Passi di Portula e di Reseta

Da Branzi (m. 844) in un’ora circa per una strada mulattiera si giunge a Carona (1110 m.).

La strada in principio è ripida, poi abbastanza piana e comoda.

Attraversato il paese, si continua la stessa via mulattiera fino a Pagliari, frazione di Carona, (m. 1304; 1 ora): la maggior parte in ripida salita.

Per andare da Pagliari al Lago Cabianca, sull’Alpe di questo nome, due vie si possono tenere, le quali riescono poi al Passo di Portula: ed altra ve n’è al Passo di Reseta, ed anche di Portula, passando, invece che dal Lago Cabianca, dal Lago Rotondo.

a) Dopo Pagliari, seguendo lo stesso sentiero, si incontra una cascata d’acqua, la quale, passa sotto un ponticello e si scarica nel Brembo. Più avanti, alla Forcella (m. 1511), scende altra cascata d’acqua, più grossa della prima, proveniente dal Lago Sambusa, la quale passa pure sotto un ponte di piccole travi e va a scaricarsi nel Brembo.

Qui si lascia il sentiero che va dritto, e si segue l’altro che scende al Brembo, e passa all’altra riva sopra un ponticello.

La via continua sempre fra collinette, salendo finchè si presenta davanti una distesa d’acqua di circa 300 metri di lunghezza e 60 o 70 di larghezza: è il Lago Cabianca (m. 2152), dalla forma oblunga, con due baite sull’erbosa riva sinistra e con roccie a destra.

b) La prima via, alla seconda cascata dopo Pagliari, scende al Brembo; la seconda invece segue il sentiero diritto, il quale, sempre col Brembo vicino alla destra, in 1 ora 30 circa, conduce alla valle del Sasso, acqua che viene dal Lago del Diavolo.

Quando si vede a destra il Laghetto del Prato (m. 1615), si lascia il sentiero che va diritto e sale alla Venina, e si prende l’altro, che scende alle baite dette del Monte Sasso, poco avanti nel piccolo piano, l’una vicino al Brembo, e l’altra a sinistra vicino alle roccie che salgono alla Venina.

Da qui in circa 1 ora 30 si raggiunge il Lago Cabianca. Si attraversa il Brembo di faccia alla baita più vicina.

Il sentiero si trova subito al di là del Brembo, e va ad una piccola palude, là si deve prendere il sentiero che sale a destra verso mezzogiorno, il quale, dopo un po’, riesce ad una specie di ripiano. A questo punto, volgendo a sinistra e passando fra due roccie ritte e vicine quasi a formare una porta senza tetto, si scorge subito sotto il Lago Cabianca, il quale ha appunto qui la sua foce, andando a scaricarsi nel Brembo vicino al Lago del Prato, Si segue il vallone all’estremità del lago, lasciando a sinistra il laghetto dei Curiaci (m. 2121) e in un’ora circa si arriva al Passo di Portula (m. 2301).

c) Colla seconda via, arrivati alle baite del Sasso, si attraversa il Brembo, si continua invece il sentiero verso mattina e si incontrano le Casere dell’Armentarga (m. 1887).

Da queste non si fa altro che seguire il sentiero che costeggia il Brembo, il quale a poco a poco si riduce ai minimi termini.