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c). Val di Foppolo.

La Val di Foppolo si suddivide in tre parti, e cioè: Valle di Foppolo, il ramo orientale, Cambrembo, l’occidentale e di Valleve, il ramo inferiore dal punto nel quale le due prime si uniscono, sino al suo sbocco in Branzi.

Una buona mulattiera conduce in 2 ore 30 a Foppolo, offrendo una serie di graziosi paesaggi. — Notevole la cascata della Borleggia ed un’altra più piccola al Ponte della Luce.

Oltrepassato Valleve (400 ab.; 1141 m.), la via si biforca: l’una sale a Cambrembo (1413 m.), posto fra due vallette e solo abitato nella stagione estiva; il ramo orientale invece passa sulla sponda sinistra e dopo un rapido tratto, raggiunge quasi in piano Foppolo (300 ab.; m. 1515), la più alta sede di comune in Italia; visitata vuole essere la bizzarra raccolta di antichità formanti il museo del discreto albergo che qui si trova.

1. Salita al Corno Stella e discesa a Carona, per la valle di Carisoli.

Questa salita, non ha nulla di difficile, e la prima parte, metri 700 circa di salita, da Foppolo al Lago Moro, si fa tutta in mezzo a pascoli e prati. La seconda parte, invece, circa 400 metri di salita dal Lago Moro alla cima, è alquanto faticosa, e da non consigliarsi a chi soffre di capogiro nel passare vicino a un precipizio.

Chi si trova in questa condizione farà bene a fermarsi al Lago Moro.

La via incomincia subito dopo l’Albergo Alpinistico, passa vicino ad una casa isolata, che si scorge di lì poco distante, sulla facciata della quale è dipinta una immagine di Santo. Oltrepassata appena la casa, che si lascia a sinistra, si passa al di là della valletta e si entra in un bosco, che si percorre tutto, sul suo lato destro, fino al prato che viene subito dopo. Di faccia c’è una valle, che scende da monte, e da qui non c’è altro a fare che seguire a ritroso questa valle sulla sua riva destra restando sempre sul prato. Dopo una mezz’ora, la valle volta a mattina, e si volta insieme nel piano dove trovasi a sinistra una baita. Da questa si prosegue sul piano fino ai suo confine, dove trovasi un’altra baita (m. 1767).

Dopo questa baita, si incontra un colle da salire, ed il sentiero trovasi sul ciglio destro, vicino alla valle. Giunti alla cima piana, si percorre questa da sinistra a destra e si scende di là alla baita, che si trova lì sotto, la quale sarà probabilmente senza tetto, a meno che vi siano i mandriani: giacchè le baite dei Pianoni e di Carisoli, dipendenti da Foppolo, non hanno che una copertura sola volante, di tavola, che i mandriani trasportano dall’una all’altra di mano in mano che colla mandra cambiano di posto.

Da questa baita, guardando a sinistra, si vede il sentiero che corre a mezza costa del monte Bello verso mattina e, con comoda salita, conduce al Lago Moro. A destra, più basso, si vede un altro sentiero parallelo a questo, e che conduce ugualmente al lago. Viene da Carona seguendo la valle di Carisoli e dei Pia-