Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/144

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132 esempi e detti morali

Avrà una bella virtú, che sarà una bella ballarina e bella cantarina; e giovale di stare azimata, vana e vaga di stare sempre a le finestre, da non cavare uno buono costume di lei. Oh, ella è la bella grazia, non ti pare? Sai che si suol fare? Suolsi maledire chi prima ne fece parola de’ fatti suoi; desiderando la morte sua, dolendogli ch’ella vive tanto, e molte volte dirà: “Che ’l diavolo ne vada con essa: la carta dovea esser di colo di troia, che mai non verrà meno;” e sempre desidera la sua morte.


IL FANCIULLO È IMITATORE


Doh! io ti voglio dire quello che intervenne, non è molto tempo, a Verona. Uno giuocando disse: “Vadane un cavallo da te e me, che la tal cosa è cosí.” Che sí... che sí, che no, infine eglino missero un cavallo, e uno di loro perdé. Come ebbe perduto, egli menò colui a la sua stalla, e dègli uno cavalluccio che aveva pochi dí. Quando colui vidde questo cavalluccio, disse: “Io voglio un cavallo come io t’ho vènto.” Colui rispose: “Tu m’hai vènto un cavallo: ecco un cavallo. Che vuoi tu piú da me?” Infine egli ne menò quel cavallo, e non avendo altro modo da farlo nutricare e custodire, egli ’l fece lattare a una capra. Sai che n’avenne, poi che questo cavallo fu grande? Egli saltava come una capra, perché elli aveva preso della natura di quella capra. Vuolo provare se è vero? Va’ e piglia uno capretto e fallo lattare a