Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/145

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esempi e detti morali 133

una pecora, e pòlli mente come sarà fatto. Tu il vedrai d’altro pelo che se fusse lattato dalla capra. Cosí, per contrario, va’, piglia uno agnello e fallo lattare a una capra; anco il vedrai poi cor un pelo piú grosso che gli altri agnelli; e questo è solo per lo èssare nutricati.


PESSIMA COSA LA INIMICIZIA E L’ODIO


Hai tu a memoria di colui che voleva andare a Studio, e aveva padre, dicendoli? “Doh, padre mio, io vi priego che voi mi diate licenzia ch’io vada a imparare e scienzia e virtú.” E ’l padre, perché elli cognosceva quanto era pessima cosa la inimicizia e l’odio, gli disse: “Figliuol mio, se tu vuoi ch’io ti dia licenzia che tu vada a imparare, io voglio che tu mi prometta di mai non fare questione con persona vicina.” Rispose il figliuolo: “Padre mio io vi prometto che mai io non farò quistione che venga da me.” Disse el padre: “No no: io non voglio che tu vi vada: va’, rimette el cavallo nella stalla.” Dice el figliuolo: “O padre mio, perché non volete voi ch’io vi vada?” “Sai perché?” disse el padre: “perché tu non se’ atto a ciò. Tu non m’ubideresti di quello ch’io t’ho comandato. Tu mi dici che mai non farai questione con niuno, che venga da te el principio; e io non voglio che tu la facci né che venga da te, né che venga da altri.” E solo per questa parola non lo lassò andare a studiare.