Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/147

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esempi e detti morali 135


O tu, o donna, scandalizzasti? — Sí. — Egli è di bisogno che una macina ti conduca allo inferno, se già tu non ripari, come tu puoi riparare, imperò che per ciance o per altro modo, se hai scandalizzato, tu hai fatto contra alla volontà di Dio. Doh! piglia questo essemplo. Se egli venisse pagani o infedeli, e intrassero in questa città, che siamo tutti battezzati cristiani, ed egli ci fusse pure uno del centinaio che dicesse per ciancie: “Io mi so’ partito da la fede;” overo il dicesse per campare la vita; per qualunque modo tu il dici, o per ciance, o per verità, tu vai a casa del diavolo, morendo in tale stato. Simile se una di voi, donne, si levasse ritta del mezzo della predica, e dicesse: “Io vorrei stanotte dormire col tale;” ed egli fusse un bel giovane, e anco tu essendo bella, tanto peggio; dico che questo tuo dire è suffiziente a farlo credare a molta gente; imperoché la gente s’achina piú a credare il male che il bene, e solo questo sarebbe suffiziente a farti dannare per lo male che si tira dietro degli altri; benché anco forse ci sarebbe qualche persona che non lo credarebbe; pure tu colla tua parola se’ cagione di molto male, benché non avessi pensiero di farlo. Cosí, voglio dire è simile di colui che dice: “Io tengo dal guelfo o dal ghibellino;” con tutto che non fusse vero; dico, per lo scandolo che tu dài al prossimo, tu vai a casa calda. Sicché o vuoi per piacere, o vuoi per temere o per solazzo, in ogni modo pecchi mortalmente per la ingiuria che tu fai a Dio.