Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/15

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

introduzione iii


Lo Studio senese era allora già in fiore. Vi leggevano i migliori maestri del tempo. A maestro di eloquenza san Bernardino ebbe il celebre umanista Guarino Veronese. Giovanni di Buccio, detto Spoletano — altro maestro di san Bernardino — leggeva con plauso unanime la Divina Commedia. La Repubblica senese ebbe cura del buon andamento dello Studio; papi e imperatori lo arricchirono di patrimonio e di privilegi. San Bernardino nelle prediche senesi del 1427 pone fra le cose necessarie alla Repubblica lo Studio, esorta a non lasciarlo partire da Siena, cita a tal uopo il nome, l’utile, l’onore che ha Bologna per il suo Studio.

Al suo amore per quanto induce all’elevazione della mente, san Bernardino univa il culto per la pratica della virtú. I suoi biografi ci raccontano di un solenne pugno col quale egli, ancor giovinetto, avea risposto una volta ad un signore che in Piazza del Campo gli si era avvicinato con proposte malvage. Insieme con la forza un’altra volta usò l’astuzia: s’accordò con i compagni, fece venire il disonesto uomo fuori della città, ove improvvisamente tutti i giovinetti scagliarono contro il malcapitato una vera pioggia di sassi.

Piú tardi, già novizio dei Minori, — raccontano i suoi biografi — fece qualche cosa di simile con una signora, amica e benefattrice dei frati. Questa un giorno, col pretesto di fargli la carità, lo fece entrare in casa e cercò con ogni vezzo di farlo acconsentire a proposte audaci. Bernardino finse di accettare. Ad una condizione però, che la donna si spogliasse. Afferrò quindi la disciplina e giú colpi senza pietà fino a che la donna non ne fu sazia.

San Bernardino amava scherzare. E il suo scherzo, bonario e caustico insieme, ci dà un’idea esatta del suo temperamento sereno ed equilibrato. I suoi compagni dicevano: “Dov’è Bernardino non può star di casa la noia.” E il suo umorismo traspariva spesso qua e là anche nelle prediche, non per divertire il popolino e