Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/42

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30 apologhi e novellette

l’occidente, e portava una mazza in mano, e il sole gli era dietro, e egli faceva la meriggia dinanzisi. Come egli vede questa meriggia, a lui gli pare che sia un altro col bastone in mano, come aveva lui; subito gli corre adosso per dargli col suo bastone, e la meriggia correva come lui; e quando ebbe corso un pezzo, non potendolo giògnare, egli si fermò per stracchezza. E poi si rizzò un’altra volta, e pure si dà a correre per giògnare costui; infine corso un pezzo, egli giònse a una certa via, dove egli s’aveva a vòllare; e la meriggia gli veniva per lato; e venne cosí allato a uno poggetto, là dove essa meriggia veniva a èssare alta e ritta. Come costui vidde la meriggia ritta col bastone in mano, ei egli si pose ine col suo bastone, e tanto s’ameschiò con questa sua meriggia, che egli si ruppe il capo. Simile, a proposito. Cosí è fatto il guelfo e ’l ghibellino. Pazzarone, che per tale pazzia egli rompe el capo a sé e anco a tutti e’ suoi! Che per certo s’io fussi imperadore... Doh! Io so’ bene..., ma egli mi manca la bacchetta. Oh! Io li farei stare senza mangiare. Oh! Io li farei da questo peccato levare; che non se n’aveggono, e muoiano disperati. Doh! Non ti volere disperare: ripenteti e fa’ quello ch’io ti dico.