Pagina:Bertini - Guida della Val di Bisenzio, Prato, Salvi, 1892.djvu/103

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rivare alle Treggiaie, assai faticoso, e per chi non è assuefatto alla montagna, faticosissimo, d’inverno vi si trova anche il ghiaccio e allora si fa pericoloso (Dal Rio a Trecchio alle Treggiaie per i Vergai, 25 min.).

È da preferirsi il seguente Itinerario, pochi minuti più lungo del primo. Giunti dopo i Termini d’Albiano, al ponticello del Rio a Trecchio si può pigliare una stradicciuola a destra che mena comodamente (10 min.) alla sommità d’un colle seminativo, da cui si vede la valle del Bisenzio; oppure lasciata la via al ponte del Rio a Trecchio, si risale questo torrente per un viottolo, dapprima sulla sinistra poi sulla diritta, sinchè si trova la Fonte dell’acqua buona, sorgente freschissima. Di qui seguitando si giunge al colle soprannominato e raggiungendo l’antenna posta a sinistra, su cui è il cartello Bandita Banti, si piglia la strada che volge su verso i Faggi, costeggiando il lato settentrionale di Poggiotondo tutto scopeti, e si arriva alla spianata che resta a piè dei Faggi detta le Treggiaie. (Dal Ponte del Rio a Trecchio alle Treggiaie, per questa via 35 min.). Bella veduta.

Dalle Treggiaie si sale ai primi Faggi, dov’è il Piano ai Massi; la via è un po’ faticosa; ma chi si tiene piuttosto a destra trova in vicinanza dell’antenna della Bandita un viottolo che guida con lieve salita al Piano ai Massi.

È questa una piccola spianata, cosparsa di fragole, quando n’è la stagione, riparata a tramontana da una folta macchia di faggi e sorretta verso levante da macigni sovrapposti come tavole di pietra, e sporgenti sul fianco del monte, che da quel lato è ripidissimo: e chi può sostenere impavido la vista del-