Pagina:Bertini - Guida della Val di Bisenzio, Prato, Salvi, 1892.djvu/102

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Quanto più uno s’innalza per l’ombrosa strada, tanto più, volgendosi alla pianura, il panorama si fa bello e incantevole: quell’insieme di campi, di oliveti, di vigne, di boschi, di radure, di poggiarelli sassosi e nudi, racchiuso tra i fianchi del Monteferrato e delle Coste, fa sull’animo incancellabile impressione.

Intanto la via giunge a due case situate a destra l’una poco discosta dalL’altra, vi dicono al Leccio; (da Figline 40 min.). Sulla sinistra scorre un torrente; passata di poco la seconda casa si stacca una mulattiera, e guadato il rio sopra un lastrico sale su a sinistra; si piglia questa via e dal guado ai Termini d’Albiano si mettono 15 min. La strada qui si biforca; una volge a manca e va alla chiesa d’Albiano ed alla Fattoria di Iavello (V. Itin. 5, via b) che si mostra là in alto; l’altra che è quella per i Faggi continua a salire.

Fan capo ai Termini d’Albiano altre due strade o meglio sentieri, (V. Itin. 6), uno va alla Collina e resta a diritta di chi sale ai Faggi; l’altro è a sinistra di chi va ad Albiano, e segue per molto tratto la crina di M. Lopi.

Giunti ad un piccolo rigagnolo, detto il Rio a Trecchio, (8 min.) la via lo passa sopra un ponticello facendo una voltata a sinistra, e continua a salire, sinchè non si trova sulla destra in un punto che dicono i Vergai, un sentiero ripido e sassoso pel quale salgono, quando è avvenuto il taglio degli scopeti, i piccoli carri per caricare le fastella: si lasci allora la strada che va alle cave d’Albiano e si pigli questo sentiero che dopo poco si muterà in un solco di un torrentaccio; è il cammino più corto per ar-