Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 12, 1800.djvu/98

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94 Lettere

verseggiatore, già ne minacciava d’un’aperta ribellione, onde timor ci venne di veder forse per loro tutto l’elisio in battaglia. Se non che il Fracasroro uom veramente d’antica virtù, e a me caro al par di me stesso per una certa comune indole di natura, e di studio, e d’ingegno, fattosi verso loro con quel venerando suo aspetto, e l’amicizia attestando; che co’ più d’essi ]’ avea vivendo legato, non vi turbate, lor disse, del severo giudicio de’ padri nostri, nè quasi ad onta nol vi recate. Voi ben vedete esser bisogno all’Italia di qualche sforzo per iscuotersi dalle cieche superstizioni di poesia, che da troppo gran tempo le allignano in seno, e che germogliano sempre più folte ed orgogliose, nè lascian sorgere qualche ingegno felice, che in terreno men occupato stenderebbe gran rami, e radici, e leverebbe al cielo le cime. Di qua venne la sterilità della patria, per cui da gran tempo non eccellente poema, non immortale poeta le si è fatto vedere. Ma voi però non avete a temer dell’obblio per quanto all’Italia possan sopravvenire o i barbari un’altta volta, o i