Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/144

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
140 Climi.


che restarono sempre al di sotto ipeciaimejKa te per I* entusiasmo, e che i più bei tratti di questo preser dai !or maestri. Perfidia la lingua romana, ehe si perfeziona per lui f e poi gli giova ancor essa, rimase addietro dall’eccellenza del greco idioma nell’armonia nella ricchezza, nello splendore (i). Vi sai,^ rà sempre a un delicato gusto, che le coi*9 fronti, una gran differenza tra- le opere gre-rt che, e le romane, principalmente per queliti forza soave, con che movono l’animo, e il1 cuore, cioè per P entusiasmo.

I! greco adunque è il solo popolo privile-dl giato dalla natura a tal segno. Superò dtfl lunga mano il suo maestro P egiziano c il suo discepolo il romano, e tutti gli altri popoii della terra. Ma se alcuno potesse.!

pretendere di gareggiare con lui, (e lo pie* tendono molti dopo il rinascimento delle ar-,1 ti) egli mi pare sopra tutti, che sia Pitaliaj no da trecento anni in qua; e specialmente nel 1 (i) Graia ingtnium, Gratis dtdit ore rai lindo Musa ¡oqiti &c. Ho:»