Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/267

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Note. 263

’j-jiso e Omero insegnano l’arre più profonda del guerreggiare; Virgilio è grande astronomo; Du>ite teologo al sommo grado, e così altri. Nè questa è opinione d’antichi un pò creduli ed ostinati nell’ammirazione de’ gran maestri, ma tutto giorno leggiamo che J’Iliade e l’Odissea ponno formare i più gran capitani, a quanto n’affermano i cementatori, e che l’Italia per la Gerusalemme liberata fu maestra de’nuovi sistemi di guerra, come vuole il signor conte di Coronato nel suo discorso sopra la scienza militare di Torquato Tasso a quest’anni pubblicato. Della reologia di Dante, e delle matematiche di Virgilio vi son trattati notissimi dati in luce più volte, e citasi da francesi quel detto del gran Conriè all’ udir la tragedia di Pompeo, e do-je apprese Gemello /’ arte di gnereggiareì Ma noi sappiamo che Omero e Tasso e Cornelio mai non furon guerrieri, e che i poeti vantami di tutt’altro che di valor marziale, come Orazio il prova per tutti gli altri. Esaminate i passi, che lor fecero attribuire tanta dottrina militare, e troverete che alcuni termini giusti, alcune espressioni ben collo.

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