Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/273

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Note. 269

{{Pt|quali, e specialmente nella pittura eccellenti par riuscirono molti indotti; ma dalia natura felicemente disposti all’arte loro. Ma non è qui luogo di pien trattato. Altrove parliamo opportunamente del giovar che fanno i molti lumi e cognizioni alla poesia non meno che alle sue compagne, siccome del vantaggio che viene al filosofò ed all’ ammaestratore dal poetico colorito nelle sue opere più profonde. Ho dette tai cose riguardando anche all’ autorità d’uno ¡scrittore di gran peso del conte Algarotti, che sì bene ha scritto del s.ipere d’ Orazio nel saggio sopra di lui, e di quel di Virgilio nel discorso su la scienza militare pur di questo. E quanto al primo ì; verissimo che niun filosofo di professione agguaglia il poeta filosofando in morale, la qual non è scienza, o dottrina scolastica, ma è legge di cuore, e di ragione, in cui senza studio si può eccellente* mente riuscire. Del secondo è pur vero, che ottimamente i: descritta, e secondo le miglior leggi quella guerra. Ma lo stesso Algarotti poi meco accordasi nell’ attribuire tanta avvedutezza in quell’ arte alle conversazio-