Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/30

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26 Genj


erudizione ? alle meccaniche avrebbe data opera, e dircbbesi un ottimo ingegno, e quell* altro avrebbe volato ne’campi di storia, e di politica, della morale, della filosofia, delle bell’arti con molti esempi, con pochi precetti, e con libertà, e sarebbe un grand’uomo. Ma questi fu posto in sul sentiero angusto di quello, e quei fu spronato per la carriera di questo: oppur io sress’uomo un poco filosofando con logica, un poco gustando le lettere, e 1* estro ha portato il fuoco di questo nella quiete di quella, e ha tutto sconvolto tra le regole, e la libertà, tra i versi, ed i teoremi, tra l’algebra, e l’eloquenza; giacche vogliamo per rutti tutte le scuole, e così non abbiamo nè questo, ni quello, e formiamo degli uomini contraddittori a se stessi, ed incomodi, o inutili agli altri.

Prima d’abbandonare questi due uomini raccogliamo le riflessioni, e concludiamo. Un ragionare discreto, un posatb discorso, dello studio, e del sapere, qual ch’egli sia, e una certa vivacità o arditezza, e molto più se congiunta col credito di far versi tanto co-