Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/40

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36 Elevati.

» Jiammano, e levano Io sriie, e volano quasi ai delirio beato, o all’ebbrietà nel cantarla.

Per questo s’intende come giungano i geni a certa eccellenza nelle opere loro, per cui sono i maestri immortali del mondo, e furono attribuite al poema d’ Omero le più (belle imprese, e virtù di Sparta, e d’ Atene per quell’aita idea degli eroi vincitori di Troia pieni di lealtà, di fede, di amicizia, di compassione agli oppressi, di religione verso gli Dei; padri teneri, figli ossequiosi, consorti fedeli, e prodighi del for sangue a }vo della patria, come ei li dipinse. E però ranto lo propagarono i grèci legislatori, e da lui si credetter venuti i Socrati e gli Aristidi, i Leonida ed i Milziadi co? loro invitti soldati; sicché Orazio ( x ) lui preferì, qual maestro della virtù a’filosofi Crantore, c Crisippo, perchè questi la mostrano, ma quei fa amarla, e seguirla.

Ora siccome vedemmo parlando della eie(i) Tortius ac melius Crisippo, & Crantore. Hor.