Pagina:Bianca Laura Saibante - Discorsi, e lettere, Venezia 1781.djvu/18

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cellente Matematico, Astronomo, intendente la Lingua Greca1. Non è perciò da maravigliarsi, se oggi spoglia totalmente anch’io della conocchia, e del fuso, occupare mi vedete il più eminente seggio fra voi; imperciocchè essendo il nome d’uomo generico, a buona ragione sotto questo intender vuolsi la Donna ancora; cui sebbene dalla natura fu dato un temperamento men forte rispetto all’uomo, nulla ostante, a misura delle sue forze, Legge divina, o umana non v’ha, che le vieti il giungere dove cotanti valorosi uomini poggiarono, sicchè ella cantar possa col celebre Benedetto Menzini:

Là dove hanno gli Eroi sede immortale
Sola virtude è guida,
Che più degli Astri, e più del Sol risplende:
Per questo il cor, cui nobil speme affida,
Del suo pensier sull’ale
Fuor de’ terreni oltraggi il volo stende.


Per la qual cosa a misura anch’io della picciola mia capacità studierommi in questo giorno, se non d’onorare, come il merito richiede, la mia schiera donnesca, almeno di non farle disonore acciocchè biecamente in alcun tempo a riguardare essa non n’abbia. Anzi affinchè il mondo tutto sappia, quanto la medesima io stimi, e pregi, intendo breve-


men-

  1. Apologia in favor delle Donne studiose contro il discorso di G. A. Volpi, scritta da Aretofila Sarini ec. Vedi Raccolta intitolata, Discorsi Accademici intorno agli studj delle Donne recitati nell’Accademia de’ Ricovrati. Padova 1729.