Pagina:Bianca Laura Saibante - Discorsi, e lettere, Venezia 1781.djvu/58

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sa, ella sedeva accanto ai piedi di lui. Questo lodevol costume si mantenne appresso la Repubblica infino che non cessò il buon ordine, e l’ottima disciplina, e sola col tratto del tempo, siccome di tutte le cose avvenir suole, o per variazion di dominio, o per mancanza di chi appuntino esigeva un’accurata osservanza delle leggi, venne manco. Qui mi sembra non iscostarmi punto dal vero, s’io vi pongo sotto gli occhi, che dai disordini della Repubblica si può contar l’epoca d’una qualunque siasi picciola precedenza delle Signore Donne sopra degli uomini, imperciocchè le veggo da’ duri scanni passate a’ molli letti discubitorj. Il Conte Camillo Silvestri nelle Note alla Satira seconda di Giuvenale scrive: Introdottosi dunque lo starsene anche le Donne a mensa coricate, solevano collocarsi appresso i loro mariti; in maniera però, che stando essi dalla parte superiore, e sia capo del letto, esse immediatamente a quello susseguitavano, stando con la parte superiore della vita sollevata per mezzo il loro petto, e come fossero in seno de’ medesimi adagiate: la qual positura chiamavasi INTERIOREM JACERE. Un bellissimo passo di Valerio Massimo, riportato dal nostro illustre Accademico Sig. Clemente Baroni nell’egregia sua Lettera intorno alle cirimonie e complimenti degli antichi Romani, ci fa vedere oltre all’esser le Donne state ammesse a coricarsi sovra dei letti alle mense, come furono per ordine del Senato vie più onorate a cagioni de’ meriti loro. Dice dunque il nostro Socio: Valerio Massimo certamente racconta, che fra gli onori decretati dal Senato


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