Pagina:Bianca Laura Saibante - Discorsi, e lettere, Venezia 1781.djvu/60

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loro tornava in conto, de’ brogli, o maneggi appresso i più potenti per ottenere maggiori cariche a’ mariti, od a’ fratelli, ovvero per fargli assolvere da que’ supplicj, o pene, che alle mancanze loro ed ai delitti erano destinate. Io trovo a’ tempi di Cicerone, essersi la moglie Terenzia non poco adoperata per restituire alla patria l’esule marito. Veggo altresì le Donne affaccendate brogliar nelle pubbliche piazze, perchè si abolisca la legge, che proibiva lo smoderato uso degli ori; e sento Catone sgridare severamente i magistrati, perchè non ostavano a tanto disordine facendo loro osservare le male conseguenze, che da tanta libertà alle medesime conceduta potevano derivare. Verranno, diceva egli, se non si porrà argine, o freno, verranno nel Senato, ove vorranno esser a parte de’ più importanti, e segreti arcani. Lucio Seneca non meno parlando di sua zia, Quella, dice egli, per crearmi Questore adoperò ogni sua possa, ed essendo per altro schiva del conversare, e nuova in queste pratiche, fecesi ardita, e fu superata la verecondia dell’amore, e della condiscendenza. E Tacito ne fa sapere, che Agrippina per non far conoscere la sua autorità solamente nel male, impetrò dal marito la remissione del bando, e la Pretura per Anneo Seneca, pensando, che ciò fosse grato al popolo per lo splendore della sua dottrina, e perchè Domizio crescesse sotto l’educazione di tal maestro, e si servisse de’ suoi consigli nelle speranze dell’Impero. In appresso la corruttela de’ costumi andossi avanzando, e la miglior disciplina, e l’ordine venne manco per modo,


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