Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.2, Zurigo, 1847.djvu/344

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amici, paventava forse che mutando cogli uomini anco le cose, un giorno o l’altro fosse egli per essere abbandonato alla discrezione di chi gli voleva tutt’altro che bene. Erano timori irragionevoli, ma naturali ai vecchi, sospettosi di tutto; e molto più ad uno che aveva veduto di molte cose e conosciuto così addentro la razza umana.

Le sue ansietà furono accresciute da due accidenti: il tragico fine di Antonio Foscarini suo amico e l’inopinato ritorno a Roma di Marco Antonio de Dominis. Il Foscarini usciva travestito di notte per amoreggiare una dama che abitava vicino al palazzo di Spagna. Fu accusato al Consiglio dei Dieci che mantenesse clandestine trattazioni coll’ambasciatore spagnuolo: arrestato, processato, e non volendo render ragione delle misteriose sue gite notturne, fu condannato a morte e impiccato a’ 21 aprile 1622. Alcuni mesi dopo fu riconosciuta la sua innocenza, ma non era più tempo. Questo infelice avvenimento, accaduto a persona sua dilettissima, ad un patrizio così illustre e che aveva prestato importanti servigi alla Repubblica, afflisse profondamente Frà Paolo. Intorno al medesimo tempo il de Dominis sedotto dalla propria incostanza, dalla vanità, dalle lusinghe dell’ambasciatore di Spagna a Londra, e da lettere de’ suoi amici che lo esortavano a rientrare nel grembo cattolico facendogli sperare dal nuovo pontefice dimenticanza di ogni trascorso, amorevole accoglienza ed onori, fuggì da Londra e andò a Roma dove trovò quello che doveva aspettarsi. Fu ricevuto severamente dal papa, con insulto dagli emoli, freddamente dagli amici; fu obbligato a ri-