Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.2, Zurigo, 1847.djvu/58

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50 capo xix.

grammatica della lingua inglese del cappellano Bedell, stantechè il Sarpi (ce lo fa sapere lui medesimo) ignorò sempre quella lingua, e dice che i libri se gli faceva tradurre, e che trattando con persone inglesi ignare di altro idioma a lui noto, parlava per interprete. Tutto al più può essere che Frà Paolo si facesse dare un trattato della pronuncia, massime de’ nomi propri; il che sembra apparire dalla istoria del Tridentino, là dove parlando delle cose d’Inghilterra i nomi propri gli scrive sempre al modo che si pronunciano e non secondo la barbara e irregolare ortografia di quella lingua. Mi induce altresì a credere che da Bedell si facesse tradurre sunti o squarci di storie inglesi contemporanee agli affari del Concilio, da che molte notizie intorno all’Inghilterra non le potè avere d’altronde che da libri inglesi non molto conosciuti di qua dal mare.

Dopo il successo ferimento non fu più permesso ai forestieri di visitare Frà Paolo, se non erano accompagnati da rispettabile e conosciuta persona. Bedell, come già noto, non aveva bisogno di questo. Ma che quei forestieri fossero frugati e che Frà Paolo avesse guardie alla sua cella, sono mere fantasie di Gilberto Burnet che ne aveva d’ingegnose e strane.

Egli è ben vero che Bedell portò in Inghilterra varie scritture sarpiane, ma non l’istoria del Tridentino, o il discorso sull’Iquisizione, e neppure che vi conducesse il de Dominis il quale andò in quell’isola sei anni dopo; l’Istoria nel 1610 o non era incominciata o lo era appena, e il Discorso fu scritto