Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/11

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prefazione

caratteri che gli dovevano essere propri in politica, in morale, in economia. Consideriamo il Municipio secondo la Storia.

La Grecia che fu fra le prime e le più grandi nazioni nella civiltà, reggevasi a Comune, e Solone, Clistene, Aristide ne allargarono i privilegi. I Latini germani dei Greci svilupparono il Comune, e da Servio Tullio ad Augusto si vennero sempre riordinando. Nella età di mezzo le città italiane tenevano i cittadini divisi fra interni ed esterni, e quelli per regione, ed ogni regione aveva una Giunta speciale. In Roma antica ogni regione amministrava la pulizia, il culto, l’edilizia, per opera di edili, tribuni e pretori: - nell’America oggi perdura il Comune: - nella Russia si conservano le grandi tradizioni, e nella Svizzera sono tuttora in vigore le costumanze mediovali dell’Italia. - Ma in ogni parte troviamo il Municipio individualità collettiva innata, quindi con la totalità degli attributi sociali divisi od in idea od in fatto. Gli attributi si partirono successivamente in politici, morali ed economici; da ciò la necessità di unificarli, riconoscendosi la unità per tenerli indissolubili. - Ogni ingerenza dello Stato, ogni invasione nella Famiglia fu passo a tirannide. - Lo straniero non pago di essere sempre sceso in Italia per riscaldarsi al sole della latina civiltà, studiò profondamente la scienza sociale che stà incisa sulle mura merlate degli antichi Municipi. Non fuvvi nazione così fiorente per Municipi, e quindi per libertà, nè altra fuvvene che sì al basso precipitasse da patire e tollerare la più penosa servitù, quanto l’Italia. I Vicari imperiali pare le avessero inoculato il veleno del servaggio, ed a poco a poco i governi, indigeni o stranieri dispoticando vennero ad invadere tutto il campo municipale, ottenendo con la forza la sommissione. Sbocconcellata la patria, divenne facile pasto ad ogni violento, disparve il Municipio, rimase il Governo.

Il Municipio non è che l'esistenza media fra la Famiglia e lo Stato: distrutto il Municipio, la Famiglia scompare, assorbita dallo Stato ch’è la forza collettiva. La Famiglia è un ente federale nel Municipio, il Municipio deve esserlo tale nello Stato. Se altrimenti avvenisse, non conviene illudersi, vi sarebbe la forza sulla ragione, l’indice sulla intelligenza, la catena sulla volontà.

Nello scrivere le biografie di quanti sedettero nel Municipio di Roma dopo il Settembre 1870, stimammo convenienza e debito premettere queste parole, siccome programma, chè gli uomini noi considereremo particolarmente in ordine all’idea che il Municipio deve essere l'esistenza media fra la Famiglia e lo Stato.

Vi sono uomini che la Famiglia, specialmente se blasonata, eleverebbero sopra il