Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/137

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manassei cav. remigio

l’oscurantismo, fosse nel 1863 dalla polizia papale fatto segno a persecuzioni e a prigionia. — Imperocché mentre nell’aprile di quell’anno perquisivasi la sua casa, e quella di Augusto Silvestrelli fratello di Luigi, non che le abitazioni di Giuseppe Rossi, degli avvocati Filippo Ricci e Vincenzo Tancredi, che credevansi in intelligenza di cospirazione politica, il solo Manassei era tratto prigione e racchiuso nelle segrete delle così dette Carceri nuove, famose per essere stata quivi detenuta la Beatrice Cenci di pietosa ed infelice memoria. —

Però nel mentre l’arbitrio e la violenza consuraavasi da una polizia reazionaria e fanatica, nulla raccoglievasi contro il Manassei, che anzi per le sue virtù, per i suoi nobili ed ornati costumi, personaggi cospicui e d’ogni partito sorgevano a difesa di lui, e decorsi appena otto giorni di dolorosa prigionia procedeva allo scarceramento, e non restava che il vituperio di memoria sopra di una autorità trascinata a consumare arbitrii e vessazioni dal cieco fanatismo di tiranneggiare. —

Nel 20 Settembre 1870 Roma coronavasi capitale d’Italia e compiutosi il Plebiscito, fu dalla cittadinanza romana al seggio degli avi nostri mandato in Campidoglio anche Remigio Manassei, chè la distinta sua reputazione ne facevano degno. — E di vero in quell’ufficio egli essendo, alla utilità del Comune di proposito attese, e fu sempre sua aspirazione vedere soddisfatti i popolari bisogni e la prosperità pubblica e privata vantaggiarsi. — Nel volgere dell’anno 1870 era colpita Roma da grave sciagura. — Le acque del Tevere inondavano spaventosamente la città. — Istituivasi tosto una Commissione di soccorso, e di questa fu pur chiamato a farparte il Manassei, che di poi ne era anche nominato cassiere. — Non diremo quante fatiche sostenne, quante sollecitudini adoperò, quante premure dimostrò in sollevare le famiglie, che maggiormente dalla inondazione erano state danneggiate, diremo sibbene come egli redigesse quindi e desse alla pubblica luce in grande volume un esatto rendiconto e delle somme raccolte, e dei sussidi apprestati, e con bella e diffusa relazione il rendiconto medesimo accompagnasse. — Fu egli nel comunale consiglio propugnatore fortissimo degli interessi degl’impiegati municipali, e a lui debbesi la definita pendenza sulle pensioni e giubilazioni, che per lunga serie di anni era rimasta in sospeso, e così la sorte avvenire di quegl’impiegati fu migliorata, e nel 1873 ottenne eziandio, dappresso sua ragionata relazione, che andassero tutti gl’impiegati esenti dal pagamento dei rilasci per pensione decorsi a tutto decembre 1869, che avrebbero importato una somma di L. 80792. 10. La Giunta poi ad attestargli la stima in che lo aveva, lo incaricò di compilare in proposito un regolamento, il quale eseguito, fu dal Consiglio approvato. —