Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/176

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biografie dei consiglieri comunali di roma

carpone a piedi degli adulatori, ma perchè tale bene è raro e perciò maggiormente in istima e valore tenuto. — Turbinati del continuo nel vortice di delusioni sugli uomini e sulle cose, rotta dì per dì la catena degli affetti e della fede, distrutti quei vincoli che ci legavano ad un passato di ordine lo fosse pure di servitù, mentre lo scetticismo ci si serra addosso, provasi il bisogno istintivo di cercare e di trovare alcun che di bene, di nobile, di giusto; nè hassi coraggio a gittare cori dispetto il sacco delle prime credenze, a distruggere ogni idea di virtù e di merito: sentesi la necessità di trovare qualche persona, qualche cosa sulla terra che ancora faccia credere, mentre il tutto non è che finzione, ipocrisia, menzogna. — E pur troppo tali ricerche convien farle dal mezzo della scala sociale in basso, nè più sopra, nè più sotto; perchè nel fondo fermenta l’ignoranza e la brutalità dell’egoismo, al di sopra vi sta l’ambizione e l’interesse, giammai l’indipendenza da queste passioni, c la volontà ferma di fare da sè senza riguardo a ricordi od a speranze.

Con tali riflessi ci portiamo a scrivere di Pocaterra Giuseppe, attuale Consigliere Comunale.

La famiglia è di Cesena, e v’hanno tradizioni e ricordi ch’essa un dì fosse distinta per censo e qualità. — La instabile e cieca fortuna siccome tutto muta, così anche nella famiglia dei Pocaterra avvolse nel suo giro patrimoni e dignità, lasciandovi a sola grazia il nome, ora segnato nei pubblici atti, ora in semplice ricordo fra i cittadini. Per quali vicende ed in quanto tempo, non è da qui il rammentarlo: passò e basta.

Pocaterra Giuseppe nasceva in Roma nel dì 16 aprile 1829 di madre romana, e di padre ravennate. — Dopo i rovesci della fortuna i Pocaterra stabilitisi in Roma, si dedicavano al commercio, e vi destinavano pure il figliuolo, il quale nel 1836 andava a studio nelle scuole tenute dai fratelli della Dottrina Cristiana, e nel 1839 passò ad apprendere l’arte dell’orafo. Ma per l’arte non neglesse lo studio, e quando da quella in alcune ore del giorno trovavasi libero frequentava la pubblica scuola, dando larga speranza di ottimo profitto presso il sacerdote Romanini che gli era istitutore.

Nel 1848 arruolavasi il Pocaterra nella legione romana allorquando dopo la capitolazione di Vicenza faceva ritorno in Roma, quindi uni vasi alla difesa della città contro l’esercito francese calato in Italia per ricondurre sul trono papale Pio IX che viveva esule in Gaeta. Nel combattimento del 30 aprile, il Pocaterra seppe distinguersi così per coraggio e cuore da meritarsi speciali encomi, essendo riuscito a far deporre le armi al 20° reggimento di fanteria francese. — Nel dì 19 maggio combattè pure da forte a Velletri, dove i borbonici furono costretti a subire una disfatta; però appresso alla restaurazione compitasi in Roma, ritornò il Pocaterra alla tranquillità del lavoro.