Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/253

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

venanzi cav. giovanni

Accomodate le sue cose, si abbandonò di nuovo agli studi, gli piacque anche istruirsi nella bella arte della musica vocale, ma principalmente si dedicò di tutta lena e a tutt’uomo alla politica, sentendo nell’animo suo, come la suprema delle sue aspirazioni fosse quella di veder redenta la patria miseramente in mille brani lacerata. —

Di spirito indipendente, per carattere schietto e leale egli non volle giammai soggiacere a vincoli di sette politiche, ma diè fede che egli non avrebbe mancato all’appello nell’ora dell’azione, e che sostanze e vita disponeva per la liberazione d’Italia. E di vero come fosse parato a far di se olocausto alla patria valga a dimostrarlo il seguente aneddoto della sua prima giovinezza. — Viaggiava una volta per diletto ed erudizione insieme ad un suo amico già compagno di scuola, ed erano ad Alba Fucense allorquando per gli irrefrenati effondimenti dell’animo suo patriottico scampati prodigiosamente dagli artigli della polizia borbonica, l’amico che oggi è Professore di letteratura greca in una delle primarie Università d’Italia, gli domandò come in atto di maraviglia, se gagliardamente amasse la patria, cui avendo risposto con risolutezza prontissima affermativamente, quegli soggiunse; quando è così conviene prepararsi a soffrir molto — ed egli „ e sia; l’amerò per questo di più. „

Giungeva il 16 Giugno 1846. Il Pontificato di Pio Nono parea segnasse l’aurora aspettata dalle genti italiane. — Il Venanzi si entusiasma; partecipa alla fondazione del circolo popolare, e ponendo in non cale ogni suo privato interesse, cinge le armi, e con la 1.ª Legione Romana va a combattere le battaglie della patria. — Fà la campagna del Veneto. — A Vicenza combattendo presso porta Padova, cade ferito da un colpo d’artiglieria insieme a Ghinassi di Foligno, ed Albertini di Fano. — Si rialzano, ma per le riportate ferite il Ghinassi ed Albertini ricadono sul suolo, e spirano. —

La Legione torna in Roma, si rafforza d’armi e d’armati, ed il Venanzi da semplice gregario è promosso al grado di ufficiale. — Egli riparte con la Legione medesima, ed è accantonato per ogni eventualità a Cesena, e ad Ancona. — Succede la proclamazione della Romana Repubblica e si trasferisco alle frontiere Napolitano, chè il despota Borbonico pur sollevava contro Italia le armi. — Il Venanzi è incaricato di varie fazioni militari, e funziona in qualità di ufficiale d’ordinanza presso il comando della piazza di Terracina. —

Gli avvenimenti di Roma incalzano. — L’Aquila di Francia muovo il volo nemico contro la Repubblica Romana; le armate francesi scendono già sulla terra, che un dì calpestarono i dominatori del mondo. — Roma si atteggia a disperata difesa, e colà è chiamata anche la 1.ª Legione.