Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/126

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114 AMOROSA VISIONE

Eravi poi come insiememente
     20Costei con Enea ed altri assai
     A caval giva onorevolmente,
Ripetendo ella in sè quel che giammai
     Più non pareva a lei aver sentito,
     Fuor per Sicheo, siccom’io avvisai:
25Il chiaro viso bello e colorito,
     Mirando Enea con benigno aspetto,
     Tornava bianco spesso e scolorito.
Ma pervenuti quivi ad un boschetto,
     Lasciando i cani a’ cervi paurosi
     30Di dietro, incominciaro il lor diletto:
Altri cornavano, e altri animosi
     Correvan dietro, e gridando faceano
     I can più per lo grido valorosi.
Tutto un gran monte già compreso aveano
     35I cacciatori, e in una valle scura
     Dido ed Enea rimasi pareano.
E sì facendo, fuor d’ogni misura
     Un vento quivi pareva levato,
     Che di nuvoli avea già la pianura
40Chiuso, e il monte ancora; onde tornato
     Pareva il sole indietro, e divenuto
     Oscura notte il dì in ogni lato.
Horribili e gran tuon ciascun sentuto
     Aveva, e’ lampi venivano ardenti,
     45Con piover tal che mai non fu veduto.
Enea e Dido là fuggian correnti
     In una grotta, e la lor compagnia
     Perduta avean, di ciò forse contenti.