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174 AMOROSA VISIONE

Sicch’io con passo mansueto e lento
     20A quelle m’appressai com’io potei,
     Ed a mirarle mi disposi attento.
Tra l’altre che io prima conoscei
     Fu quella ninfa Sicula, per cui
     Già si maravigliaron gli occhi miei.
25Oh quanto bella lì negli atti sui
     Biasimando le fiamme di Tifeo,
     Si sedea ragionando con altrui,
Mostrando come per quelle perdeo
     L’amato sposo in cieco Marte preso,
     30Allor che tutto vinto si rendeo
In Lipari lo stuolo, ond’elli offeso
     Col bianco monte nel campo vermiglio
     Ne fu menato, ove ancora è difeso,
Mutando inchiusa dell’aureo giglio,
     35Donde doleasi, perch’a lui riavere
     Non valean preghi, denar, nè consiglio.
Ove costei così al mio parere
     Quivi doleasi, attenta l’ascoltava
     Giovine donna di sommo piacere,
40Simile a cui nessuna ve ne stava,
     Per quel ch’a me paresse, nel suo viso,
     Che d’ogni biltà pien si dimostrava.
Sariasi detto che di paradiso
     Fosse discesa, da chi ’ntentamente
     45L’avesse alquanto rimirata fiso.
E com’io seppi ell’era della gente
     Del Campagnin, che lo Spagniuol seguio
     Nella cappa, nel dire, e con la mente;