Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/190

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178 AMOROSA VISIONE

E con queste a seder bellissim’era,
     20Simile a riguardare ad una dea,
     La sposa di colui, che la rivera
Rosseggiar fe’ di Lipari, Eolea
     Isola, poi togliendo in guiderdone
     L’Ammiraglia da chi dar la potea.
25Con essa questa ancora ad un sermone
     Conobb’io quella, che fu tratta al mondo
     Onde fuggita s’era in religione,
Honesta e vaga nel viso giocondo,
     Moglie di tal, che me’ saria non fosse,
     30Ma chi più sia non mostrerò del fondo.
E l’altre oltre mirando, mi percosse,
     Ma non so che, e tutto quasi smorto
     Subito altrove gli occhi e me rimosse.
Venend’io così men senza conforto,
     35Tremando tutto, mi ritornò a mente,
     Ch’io vidi in una parte di quell’orto
Onesta e grazïosa e umilemente
     Una donna sedere, il cui aspetto
     Tutto d’intorno a sè facea lucente.
40In questo alquanto nel tremante petto
     Con forza ritornò l’alma smarruta,
     Rendendo forze al debile intelletto.
Così mi ricordò che io veduta
     Avea costei tra quelle donne prima,
     45E ’n altra parte ancora conosciuta:
Onde se sua bellezza la mia rima
     Quivi al presente per fretta non dice,
     Maraviglia non è, ma tanto estima