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182 AMOROSA VISIONE

Al qual pareami, se ’l mio intelletto
     20Bene estimò, che una catenella
     Fosse legata, che infino al petto
Si distendeva della Donna bella
     Passando dentro, e con artigli presa,
     Come áncora scoglio, tenea quella.
25Oh quanto da quell’ora in qua accesa
     Fu la mia mente del piacer di lei,
     Che mai non era più istata offesa.
Moveami questa ove pareva a lei
     Co’ suoi belli occhi, e sol pensando andava
     30Com’io potessi piacere a costei.
Infra quel circuito che occupava
     La luce sua, quasi come irretito
     A forza a rimirarla mi girava.
Gravoso mi parea l’esser fedito,
     35E più fïate lagrime ne sparsi,
     Non potendo durar l’esser partito
Là onde quella soleva mostrarsi
     Agli occhi miei gentile e grazïosa,
     E più nel cor sentia ’l foco allumarsi.
40Io non trovava nella mente posa,
     Sì mi stringea pur di lei vedere
     La mente ardente di sì bella cosa.
Adunque seguitando il mio volere,
     Dovunque era costei, così tirato
     45Parea ch’io fossi dal suo bel piacere.
Ma certo in ciò amor m’era assai grato,
     Sol che ’l disio non fosse oltre misura
     Nell’amoroso cor troppo avanzato.