Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/210

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198 AMOROSA VISIONE

Ed altro non cred’io che impacciarci
     20Potesse: costei vuole, e io ’l disio,
     Dunque perchè cercar più d’indugiarci?
In cotal ragionar m’accosta’ io
     A quella, e presi lei, che ’n sull’erbetta
     Sonniferava già al parer mio,
25Lei nelle braccia mi recai stretta,
     Mille fïate credo la baciai,
     Pria si volgesse la bella angioletta.
Ma subito stordita, a dir, che fai?
     Cominciò isvegliata, deh, non fare:
     30Se quella Donna vien come farai?
Ed io allora cominciai a parlare:
     Donna, io non so quand’io mi riavesse
     Quel che tu ora mi vuoi far lasciare:
Ragion sarebbe ch’io sempre piangesse,
     35Se per preghiera, che non dee valere,
     Quel ch’io ho mattamente perdesse.
In cotal guisa stando a mio parere,
     Già questa bella donna stava cheta,
     Consentendo umilmente, al mio piacere
40Tutta disposta: quando l’alma lieta
     Di cotal bene tanta gioia prese
     In sè, che ritener dentro a sua meta
Allora non potè, ma ’l sonno offese
     Là dov’io dolce allor facea dimora,
     45Perchè si ruppe, e più non si difese.
Tutto stordito mi riscossi allora,
     E strinsi a me le braccia, e mi credea
     Infra esse madonna avervi ancora.