Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/34

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22 AMOROSA VISIONE

A’ quai Lucan seguitava, ne’ cui
     20Atti parea ch’ancora la battaglia
     Di Cesare narrasse, e di colui
Magno Pompeo chiamato, che ’n Tessaglia
     Perdè il campo, e quasi lagrimando
     Mostra che di Pompeo ancor gli caglia.
25Eravi Ovidio, lo quale poetando
     Iscrisse tanti versi per amore,
     Come acquistar si potesse mostrando.
Non guari dopo lui fatt’era onore
     A Giovenal, che ne’ su’ atti ardito
     30A mondar falli ancor facea romore.
Terenzio dopo lui aveva sito
     Non men crucciato, e Panfilo, e Pindáro,
     Ciascun per sè sopra ’l prato fiorito.
E Stazio di Tolosa, ancora caro
     35Quivi pareva avesse l’aver detto
     Del teban male e del suo pianto amaro.
Bell’uom’ tornato d’asino soletto
     Si sedeva Apuleio, cui seguiva
     Varro e Cecilio lieti nell’aspetto.
40Euripide mi par che poi veniva,
     Antifone, Simonide ed Archita,
     Parea dicesser ciò ch’ognun sentiva
Lì di diletto, e di gioconda vita
     Insieme ragionando; e dopo questi
     45Sallustio quasi in sembianza smarrita
Là parea che narrasse de’ molesti
     Congiuramenti che fe’ Catilina
     Contra’ Roman, ch’a lui cacciar fur presti.