Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/50

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38 AMOROSA VISIONE

Hoëta poi seguitava dop’ella
     20Piangendo a’ Greci aver piaciuto mai,
     Quand’elli andar per le dorate vella.
Vedevasi colei che sentì guai
     Ercole partorendo; e dopo lei
     Isifile dolente affigurai.
25In abito crucciato con costei
     Seguia Medea crudele e dispietata,
     Con voce ancor parea dicere: omei,
Se io più savia alquanto fossi stata,
     Nè sì avessi tosto preso amore,
     30Forse ancor non sarei suta ingannata.
Eravi ancor Cammilla, che ’l dolore
     Della morte sentì per Turno fiera,
     Mostrando ne’ sembianti il suo vigore.
Non molto dopo lei ancora v’era,
     35Col capo basso e umil nel sembiante,
     Ilia vestale vestita di nera,
Portando in ciascun braccio un piccol fante,
     Romolo e Remo amendue nomati,
     Traendo lor quanto poteva avante.
40Ratto tra gli altri di sopra contati
     Si facea Foroneo, che prima diede
     Legge civile, acciò che ordinati
E’ suoi vivesser, siccome si crede:
     E dopo lui venia Numa Pompilio,
     45Che lieta ne fe’ Roma, com’ si vede.
Dop’esso cavalcava Tullio Ostilio,
     E Anco Marzio, e il Prisco Tarquino,
     E dopo lui seguia Tullio Servilio.