Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/66

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54 AMOROSA VISIONE

Dall’altra parte con superba fronte
     20Era Epasto con un piccone in mano
     Con punte agute bene ad entrar pronte.
Ognor che su vi dava, non invano
     Tirava il colpo a sè, ma gran cantoni
     Giù ne faceva rovinare al piano;
25Impiendo di quel sè e i suoi predoni,
     Ed ogni isciolta voglia adoperando,
     Dannando le giustizie e le ragioni.
Là vi vid’io ancora furïando
     Nerone imperadore, ed avea tesa
     30Sopra ’l monte una rete, e già tirando
Molta gran quantità n’aveva presa
     Di quel tesoro, e qual gittava via,
     E qual mettea in disordinata spesa.
Ivi di dietro un poco a lui seguia
     35Con una scure in man Polinestore,
     E quanto più potea quivi feria,
Ora col colpo facendo romore,
     Ora mettendo biette alla fessura,
     Quando la scure sua tirava fore;
40Forse temendo che non l’apritura
     Si richiudesse, e molto ne levava,
     Continovando pur colla sua cura.
Appresso lui, tutto ’l monte graffiava
     Pigmaleon con uno uncino aguto,
     45E molto giuso a sè ne ritirava.
L’acerbo Dionisio conosciuto
     V’ebbi mirando fra la gente folta,
     Ch’a tor dell’oro non voleva aiuto.