Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/90

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78 AMOROSA VISIONE

Sovra la sua vergogna i lacci tesi
     20Avea Vulcano, il qual veder venia
     Ridendosi d’averli così offesi.
Aveva quivi ciascun dio e dia,
     Che nel ciel fosser, tututti chiamati
     Vulcan, per mostrar lor cotal follia.
25Commosso a preghi di Nettuno grati
     Fatti a Vulcan per Marte umilemente,
     Di quella fuor eran da lui cacciati.
Ha! come poi ciascuno apertamente
     Faceva il suo piacer, perocchè aviéno
     30Vergogna ricevuta interamente.
E sì avviene a quei che non vorriéno
     Trovar le cose, e vannole cercando,
     Che molto meglio cheti si stariéno.
Molto consiglio ciascuno, che quando
     35Pur divenisse che cosa vedesse
     Che gli spiacesse, con gli occhi bassando
E’ se ne passi, perchè molto spesse
     Son quelle volte che t’hai a vendicare,
     Tal vuol che saria me’ che se ne stesse.
40Tutto focoso vid’io seguitare
     Quivi Febo Penéa grazïosa,
     E lei con dolci voci lusingare.
Temendo fuggiva ella impetuosa
     Quivi da lui, e di sopra le spalle
     45Colli capelli sparti, più focosa
Entrava in Febo, che ’l dolente calle
     Seguiva, in fin che stanca fe’ dimoro,
     Più non potendo, in una bella valle.