Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/103

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novella quinta 99

servigi aveva ammaestrata, in sul vespro la mandò all’albergo dove Andreuccio tornava. La qual quivi venuta, per ventura lui medesimo, e solo, trovò in su la porta, e di lui stesso il domandò; alla quale dicendole egli che era desso, essa, tiratolo da parte, disse: — Messere, una gentil donna di questa terra, quando vi piacesse, vi parleria volentieri. — Il quale, veggendola, tutto postosi mente e parendogli essere un bel fante della persona, s’avvisò, questa donna dover di lui essere innamorata, quasi altro bel giovane che egli non si trovasse allora in Napoli, e prestamente rispose che era apparecchiato, e domandolla dove e quando questa donna parlargli volesse. A cui la fanticella rispose: — Messere, quando di venir vi piaccia, ella v’attende in casa sua. — Andreuccio presto, senza alcuna cosa dir nell’albergo, disse: — Or via, mettiti avanti; io ti verrò appresso. — Laonde la fanticella a casa di costei il condusse, la quale dimorava in una contrada chiamata Mal pertugio, la quale quanto sia onesta contrada, il nome medesimo il dimostra. Ma esso, niente di ciò sappiendo né suspicando, credendosi in uno onestissimo luogo andare e ad una cara donna, liberamente, andata la fanticella avanti, se n’entrò nella sua casa; e salendo su per le scale, avendo la fanticella giá la sua donna chiamata e detto: — Ecco Andreuccio! — la vide in capo della scala farsi ad aspettarlo. Ella era ancora assai giovane, di persona grande e con bellissimo viso, vestita ed ornata assai orrevolemente. Alla quale come Andreuccio fu presso, essa incóntrogli da tre gradi discese con le braccia aperte, ed avvinghiatogli il collo, alquanto stette senza alcuna cosa dire, quasi da soperchia tenerezza impedita; poi lagrimando gli basciò la fronte, e con voce alquanto rotta disse: — O Andreuccio mio, tu sii il benvenuto! — Esso, maravigliandosi di cosí tenere carezze, tutto stupefatto rispose: — Madonna, voi siate la ben trovata! — Ella appresso, per la man presolo, suso nella sua sala il menò, e di quella, senza alcuna altra cosa parlare, con lui nella sua camera se n’entrò, la quale di rose, di fiori d’aranci e d’altri odori tutta oliva, lá dove egli un bellissimo letto incortinato e molte robe su per le stanghe, secondo il costume di lá, ed altri assai belli