Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/173

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novella nona 169

reamente vituperata, e da questo crudele ed iniquo uomo data ad uccidere ad un suo fante ed a mangiare a’ lupi. — E stracciando i panni dinanzi e mostrando il petto, sé esser femina ed al soldano ed a ciascuno altro fece palese, rivolgendosi poi ad Ambruogiuolo, ingiuriosamente domandandolo quando mai, secondo che egli avanti si vantava, con lei giaciuto fosse. Il quale, giá riconoscendola e per vergogna quasi mutolo divenuto, niente dicea. Il soldano, il quale sempre per uomo avuta l’avea, questo veggendo ed udendo, venne in tanta maraviglia, che piú volte quello che egli vedeva ed udiva credette piú tosto esser sogno che vero. Ma pur, poi che la maraviglia cessò, la veritá conoscendo, con somma laude la vita e la costanza ed i costumi e la vertù della Zinevra, infino allora stata Sicuran chiamata, commendò. E fattile venire onorevolissimi vestimenti feminili e donne che compagnia le tenessero, secondo la domanda fatta da lei, a Bernabò perdonò la meritata morte; il quale, riconosciutala, a’ piedi di lei si gittò piagnendo e domandò perdonanza, la quale ella, quantunque egli mal degno ne fosse, benignamente gli diede, ed in piede il fece levare, teneramente sí come suo marito abbracciandolo. Il soldano appresso comandò che incontanente Ambruogiuolo in alcuno alto luogo nella cittá fosse al sole legato ad un palo ed unto di mèle, né quindi mai, infino a tanto che per se medesimo non cadesse, levato fosse; e cosí fu fatto. Appresso questo, comandò che ciò che d’Ambruogiuolo stato era, fosse alla donna donato, che non era si poco, che oltre a diecemilia doble non valesse: ed egli, fatta apprestare una bellissima festa, in quella Bernabò come marito di madonna Zinevra, e madonna Zinevra sí come valorosissima donna onorò, e donolle, che in gioie e che in vasellamenti d’oro e d’ariento e che in denari, quello che valse meglio d’altre diecemilia doble. E fatto loro apprestare un legno, poi che fatta fu la festa, gli licenziò di potersi tornare a Genova al lor piacere; dove ricchissimi e con grande allegrezza tornarono, e con sommo onore ricevuti furono, e spezialmente madonna Zinevra, la quale da tutti si credeva che morta fosse: e sempre di gran vertú e da molto, mentre visse, fu reputata.