Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/256

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252 giornata terza

nobiltá bene stesse, tutto sdegnoso disse: — Monsignore, adunque mi volete voi dar medica per mogliere? Giá a Dio non piaccia che io sí fatta femina prenda giá mai. — A cui il re disse: — Adunque volete voi che noi vegnamo meno di nostra fede, la qual noi per riaver sanitá donammo alla damigella che voi in guiderdon di ciò domandò per marito? — Monsignore, — disse Beltramo — voi mi potete tôrre quanto io tengo, e donarmi, sí come vostro uomo, a chi vi piace: ma di questo vi rendo sicuro, che mai io non sarò di tal maritaggio contento. — Sí sarete, — disse il re — per ciò che la damigella è bella e savia ed ámavi molto; per che speriamo che molto piú lieta vita con lei avrete che con una dama di piú alto legnaggio non avreste. — Beltramo si tacque, ed il re fece fare l’apparecchio grande per la festa delle nozze; e venuto il giorno a ciò diterminato, quantunque Beltramo mal volentieri il facesse, nella presenza del re la damigella sposò che piú che sé l’amava. E questo fatto, come colui che seco giá pensato avea quello che far dovesse, dicendo che al suo contado tornarsi volea e quivi consumare il matrimonio, chiese commiato al re: e montato a cavallo, non nel suo contado se n’andò, ma se ne venne in Toscana. E saputo che i fiorentini guerreggiavano co’ sanesi, ad essere in lor favor si dispose; dove lietamente ricevuto e con onore, fatto di certa quantitá di gente capitano e da loro avendo buona provvisione, al loro servigio si rimase e fu buon tempo. La novella sposa, poco contenta di tal ventura, sperando di doverlo, per suo bene operare, rivocare al suo contado, se ne venne a Rossiglione, dove da tutti come lor donna fu ricevuta. Quivi trovando ella, per lo lungo tempo che senza conte stato v’era, ogni cosa guasta e scapestrata, si come savia donna, con gran diligenza e sollecitudine ogni cosa rimise in ordine; di che i suggetti si contentaron molto e lei ebbero molto cara e poserle grande amore, forte biasimando il conte di ciò che egli di lei non si contentava. Avendo la donna tutto racconcio il paese, per due cavalieri al conte il significò, pregandolo che, se per lei stesse di non venire al suo contado, gliele significasse, ed ella per compiacergli si partirebbe; alli