Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/257

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novella nona 253

quali esso durissimo disse: — Di questo faccia ella il piacer suo: io per me vi tornerò allora ad esser con lei che ella questo anello avrá in dito, ed in braccio figliuolo di me acquistato. — Egli avea l’anello assai caro, né mai da sé il partiva, per alcuna vertú che stato gli era dato ad intendere che egli avea. I cavalieri intesero la dura condizione posta nelle due quasi impossibili cose, e veggendo che per loro parole dal suo proponimento noi potevan muovere, si tornarono alla donna e la sua risposta le raccontarono; la quale, dolorosa molto, dopo lungo pensiero diliberò di voler sapere se quelle due cose potessero venir fatte dove che fosse, acciò che per conseguente il marito suo riavesse. Ed avendo quello che far dovesse avvisato, ragunati una parte de’ maggiori e de’ migliori uomini del suo contado, loro assai ordinatamente e con pietose parole raccontò ciò che giá fatto avea per amor del conte, e mostrò quello che di ciò seguiva, ed ultimamente disse che sua intenzion non era che per la sua dimora quivi il conte stesse in perpetuo esilio, anzi intendeva di consumare il rimanente della sua vita in pellegrinaggi ed in servigi misericordiosi per salute dell’anima sua; e pregògli che la guardia ed il governo del contado prendessero ed al conte significassero, lei avergli vacua ed espedita lasciata la possessione, e dileguatasi con intenzione di mai in Rossiglione non tornare. Quivi, mentre ella parlava, furon lagrime sparte assai da’ buoni uomini ed a lei pórti molti prieghi che le piacesse di mutar consiglio e di rimanere: ma niente montarono. Essa, accomandati loro a Dio, con un suo cugino e con una sua cameriera, in abito di pellegrini, ben forniti a denari e care gioie, senza sapere alcuno ove ella s’andasse, entrò in cammino, né mai ristette si fu in Firenze: e quivi per ventura arrivata in uno alberghetto il quale una buona donna vedova teneva, pianamente a guisa di povera pellegrina si stava, disiderosa di sentir novelle del suo signore. Avvenne adunque che il seguente di ella vide davanti all’albergo passare Beltramo a cavallo con sua compagnia, il quale quantunque ella molto ben conoscesse, nondimeno domandò la buona donna dell’albergo chi egli fosse. A cui l’albergatrice rispose: — Questi è