Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/259

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novella nona 255

so, ma egli ne fa gran sembianti: ma che posso io per ciò in questo adoperare che voi disiderate? — Madonna, — rispose la contessa — io il vi dirò; ma primieramente vi voglio mostrar quello che io voglio che ve ne segua, dove voi mi serviate. Io veggio vostra figliuola bella e grande da marito, e per quello che io abbia inteso e comprender mi paia, il non aver ben da maritarla la vi fa guardare in casa. Io intendo che in merito del servigio che mi farete, di darle prestamente de’ miei denari quella dote che voi medesima a maritarla onorevolemente stimerete che sia convenevole. — Alla donna, sí come bisognosa, piacque la profferta, ma tuttavia avendo l’animo gentil, disse: — Madonna, ditemi quello che io possa per voi operare, e se egli sará onesto a me, io il farò volentieri, e voi appresso farete quello che vi piacerá. — Disse allora la contessa: — A me bisogna che voi, per alcuna persona di cui voi vi fidiate, facciate al conte mio marito dire che vostra figliuola sia presta a fare ogni suo piacere, dove ella possa esser certa che egli cosí l’ami come dimostra, il che ella non crederá mai, se egli non le manda l’anello il quale egli porta in mano e che ella ha udito che egli ama cotanto; il quale se egli vi manda, voi mi donerete: ed appresso gli manderete a dire, vostra figliuola essere apparecchiata di fare il piacer suo, e qui il farete occultamente venire e nascosamente me in iscambio di vostra figliuola gli metterete allato. Forse mi fará Iddio grazia d’ingravidare: e cosí appresso, avendo il suo anello in dito ed il figliuolo in braccio da lui generato, io il racquisterò e con lui dimorerò come moglie dèe dimorar con marito, essendone voi stata cagione. — Gran cosa parve questa alla gentil donna, temendo non forse biasimo ne seguisse alla figliuola: ma pur, pensando che onesta cosa era il dare opera che la buona donna riavesse il suo marito e che essa ad onesto fine a far ciò si mettea, nella sua buona ed onesta affezion confidandosi, non solamente di farlo promise alla contessa, ma infra pochi giorni con segreta cautela, secondo l’ordine dato da lei, ed ebbe l’anello, quantunque gravetto paresse al conte, e lei in iscambio della figliuola a giacer col conte maestrevolemente mise. Ne’