Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/260

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256 giornata terza

quali primi congiugnimeli affettuosissimamente dal conte cercati, come fu piacer di Dio la donna ingravidò in due figliuoli maschi, come il parto al suo tempo venuto fece manifesto. Né solamente d’una volta contentò la gentil donna la contessa degli abbracciamenti del marito, ma molte, sí segretamente operando, che mai parola non se ne seppe: credendosi sempre il conte, non con la moglie, ma con colei la quale egli amava essere stato. A cui, quando a partir si venia la mattina, avea parecchie belle e care gioie donate, le quali tutte diligentemente la contessa guardava. La quale, sentendosi gravida, non volle piú la gentil donna gravare di tal servigio, ma le disse: — Madonna, la Dio mercé e la vostra, io ho ciò che io disiderava, e per ciò tempo è che per me si faccia quello che v’aggraderá, acciò che io poi me ne vada. — La gentil donna le disse che, se ella aveva cosa che l’aggradisse, che le piaceva, ma che ciò ella non avea fatto per alcuna speranza di guiderdone, ma perché le pareva doverlo fare a voler ben fare. A cui la contessa disse: — Madonna, questo mi piace bene; e cosi, d’altra parte, io non intendo di donarvi quello che voi mi domanderete, per guiderdone, ma per far bene, ché mi pare che si debba cosí fare. — La gentil donna allora, da necessitá costretta, con grandissima vergogna cento lire le domandò per maritar la figliuola. La contessa, conoscendo la sua vergogna ed udendo la sua cortese domanda, ne le donò cinquecento e tanti belli e cari gioielli, che valeano per avventura altrettanto; di che la gentil donna vie piú che contenta, quelle grazie che maggior poté alla contessa rendé, la quale da lei partitasi se ne tornò all’albergo. La gentil donna, per tôrre materia a Beltramo di piú né mandar né venire a casa sua, insieme con la figliuola se n’andò in contado a casa di suoi parenti; e Beltramo ivi a poco tempo, da’ suoi uomini richiamato, a casa sua, udendo che la contessa s’era dileguata, se ne tornò. La contessa, sentendo lui di Firenze partito e tornato nel suo contado, fu contenta assai; e tanto in Firenze dimorò, che il tempo del parto venne, e partorí due figliuoli maschi simigliantissimi al padre loro, e quegli fe’ diligentemente nudrire. E quando tempo le parve, in cammino